Scriviamo un libro già scritto?
Ci illudiamo di scrivere cose sul nostro blog che parlino di noi facendo pubbliche le nostre scelte di vita, opinioni, amori, tristezze oppure c’è un Disegno Più Grande che include anche le nostre parole? Ripetiamo ciò che è stato già scritto ma non da noi?
Una ragazza ci chiede di sposarci, lo vuole lei o era scritto sul libro? Ogni giorno ne scriviamo una pagina confinando il passato a quel che è successo ieri, conserviamo una memoria storica illusoria della nostra vita. Comandati o comandanti? Il concetto di destino è qui presente siamo noi gli artefici? Come possiamo cambiare le cose? Siamo veramente in grado di farlo? Siamo divisi a capitoli, le persone che ci conoscono bene non fanno altro che scorrere dalla A alla Z il nostro indice.
Inizialmente pensavo di ascoltare A day in the life dei Beatles ma poi mi è venuto in mente il Mio Adorato Costello con Every Day I Write The Book così faccio che soddisfare entrambe le mie idee… mettendo qui la foto del manoscritto di Lennon e lasciando il Mio Adorato Costello sull’i-Pod. Era scritto così!

Are we trying to write a book already written?
We think we’re writing things on our blog to talk about us, to make our options and decisions public, love, sadness, whatever. Do we write it on our own or is there a Bigger Mind that is tellin’ us what to write? Are we writing over and over what’s in our heart or what’s already been written?
A girl ask us to marry her, does she really want it or it was already in the book? Every day we write a page, sealing to our past what happened yesterday, keeping a illusory memories of our life. Are we in charge or are we soldiers? Here is the main concept of the word “destiny” are we the masters of our destiny?. How can we change things? Are we really able to do it? We’re like divided in chapters, people who know us very well just run from A to Z browsing our index.
At the beginning of this, I was going to listen to A day in the life, a Beatles’ song. Then My Loved Costello came up to my mind so I switched on Every Day I Write The Book… I am going to satisfy all my needs now… here I put the original handwritten lyrics from John Lennon and I leave My Loved Costello on the i-Pod. Because it was written exactely like that!
uhmmm,
sai Rob è interessante questo tuo pensiero e mi sono venute in mente un sacco di opinioni/libri/film/telefilm che hanno trattato questo argomento in precedenza.
Siamo frutto di noi stessi o siamo il risultato della fervida immaginazione di qualcuno più grande di noi?
Siamo in una sorta di “tredicesimo piano”? (non Matrix perchè lo odio ed è, secondo me, nient’altro che una versione economicamente più forte de “il tredicesimo piano” per l’appunto)
Personalmente credo che non ci sia nessuno che stia “pilotando” i miliardi di persone che popolano questa Terra (evitando accuratamente di entrare in diatribe politico-sociali di attualità).
Se cosi fosse bisognerebbe proprio essere malati per “scrivere” o “programmare” il terremoto in Cina, la prima o la seconda guerra mondiale, la fame, le malattie e le teste di cazzo che ci circondano.
Sono dell’opinione che noi siamo il frutto di ciò che noi stessi abbiamo creato.
Sorridendo e tornando al tuo pensiero mi viene in mente una battuta in un libro di Giobbe :
“di ritorno a casa, il padre e la madre di Dio si resero conto che il Figlioletto non era ancora andato a dormire. La mamma di Dio disse ” oh cielo, guarda che cos’hai combinato!” guardando una palla blu e bianca in mezzo a tante altre. “su dai! adesso andiamo a letto, domani sistemo tutto io”.
E noi stiamo ancora aspettando che suoni la sveglia!!!”
buon pomeriggio
Vero Max vero… fra l’altro “Il tredicesimo piano” è uno dei miei film preferiti. Sul vecchio blog (lo space di Microsoft) avevo dedicato una piccola sezione ai film che qui non ho rispettato (ma questo è nato come blog di test..)
Nella versione vera del blog che sarà forse finalmente online fra qualche giorno metterò in evidenza anche una parte relativa ai film…
R
Sai, è strano, in questi ultimi giorni ho pensato anch’io una cosa simile. Ed altre persone che sento vicine hanno pensato lo stesso.
Saranno i tempi… l’aria (un pò brutta) che si respira.
“Scriviamo un libro già scritto?”.
Devo illudermi che non sia assolutamente così. Perchè altrimenti… dovrei considerare la pessima ipotesi… che a me ne sia toccato… uno della Tamaro!
Potrebbe essere l’aria un po’ brutta che si respira, si… ora che ci penso potresti avere ragione tu!
Le livre de la vie est le livre suprême
Qu’on ne peut ni fermer, ni rouvrir à son choix;
Le passage attachant ne s’y lit pas deux fois,
Mais le feuillet fatal se tourne de lui-même;
On voudrait revenir à la page où l’on aime
Et la page où l’on meurt est déjà sous vos doigts.
(Lamartine)
Sperando che tu conosca il francese altrettanto bene dell’inglese.
Grazie, molto bella questa cosa di Lamartine, il francese lo parlotto perchè l’ho studiato a scuola quindi il senso lo capisco.
Ma a questo punto io sono il libro ed una volta arrivato alla fine vengo messo via e riposto sullo scaffale… allora sono stato scritto…
R
So… did you say yes?
Mhh… I blushed! :p
R
Avoiding the answer… I see.
Good luck!
io ’sta cosa l’ho pensata quando ero piccola, forse perchè sniffavo la coccoina???.
poi sono crescitua e nn c’ho pensato più ;-P
baci e grazie per il passaggio!
@Laura:
Argomento bellissimo che si perde nell’oblio della mente e nel buio del tempo. Si potrebbe, per assurdo, pensare che la casualità dell’universo sia prevista, annullando, così, il suo stesso significato intrinseco e, pertanto, la sua esistenza. Ciò che è casuale, infatti, esiste proprio perché è l’antitesi dialettica a ciò che è previsto; cadendo tale presupposto decade la virtù che tiene in essere il concetto di “casuale”. Non credo che si troverà mai una risposta assoluta e oggettiva al quesito posto. Ritenere che gli artefici del nostro e di quello altrui destino siamo noi stessi, non elimina, in maniera logica, la possibilità del suo opposto e viceversa. Il ciondolare sul crinale del dubbio irrisolto è il limite della nostra umana essenza ed è anche la sua meraviglia. E’ giusto, comunque, non stancarsi di porsi domande perché, così facendo, miglioriamo il nostro interagire con la realtà in cui, comunque, abbiamo una dose importante di libero arbitrio.
Il meditare su temi impalpabili, su dissertazioni che riguardano il limite del nostro pensare, arricchisce e interviene nel modulare i nostri comportamenti, i nostri approcci al mondo contingente. Ecco, allora, che in questo scorcio possiamo collocare il post recente che hai inserito, Roberto, E=mc2 e gli argomenti che hai usato per spiegare la metafora.
Ciao
Ezio la mia era una domanda senza risposta ovviamente, tutto questo viene affogato in dubbi che durano mille e più anni, chi siamo cosa vogliamo e bla bla bla. Il concetto di religione in sé (argomento da cui prendo sempre le distanze in modo pubblico e che preferisco non trattare qui, al pari della politica) è direttamente connesso in questo.
Io sono dell’idea che però sia più meglio assai porsi delle domande anzichèno… anche se in fondo un bel “beata è l’ignoranza” ci starebbe sempre bene, ma in quel caso non avrei un blog! :p
Rob
Diciamo che il concetto di religione è comunque intrenseco all’argomento, essendo essa un insieme di regole, concetti, procedure che servono a dare una “forma” ad una “sostanza” che è invece la “religiosità”. Questa è una spinta interiore ad ognuno di noi che non ha “colore” o appartenenza di culto. E’ proprio ciò che fa muovere le coscienze e le menti nel porre le domande dell’uomo.
Ciao
Vero, ma è da scindere l’educazione (nel mio caso di “Tipo Cattolico”) religiosa dalla successiva evoluzione.
Concetti dati in età puerile possono modificaresi proprio per il fatto che la nostra percezione sulle cose cambia nel tempo.
Forse chi è più distante da questi concetti radicati in gioventù si pone domande, può essere…