Regole ed eccezioni

Prendo e modifico dal dizionario della lingua italiana on-line De Mauro / Paravia le seguenti definizioni:
Regola: l’ordine costante che si riscontra nello svolgimento di una certa serie di fatti: […] caso anomalo, irregolare.
Eccezione: fatto, situazione, caso che esce dalla norma, dalla regola.
Ora, se la regola è applicata, l’ordine costante in cui le cose si svolgono viene mantenuto, si crea una –forse noiosa- consuetudine ma con l’applicazione è possibile modificare mano a mano la struttura della regola in modo da trarne benefici di volta in volta sempre più proficui. La regola non la intendo “scolpita sulla pietra” bensì passibile di modifica, deve tornare a nostro giovamento, deve essere una tensione al miglioramento altrimenti la regola diventa gabbia e questo non va per niente bene.
Quando invece ogni volta che ci si trova di fronte ad una situazione si pensa ad una regola fissa che però non è possibile applicare perché si tratta di un caso eccezionale allora è un problema. Perché se le regole classificano i comportamenti, vanno classificate anche le eccezioni. Se ogni regola è al tempo stesso eccezione allora c’è qualcosa che non va nella struttura organizzativa. È un po’ come lavorare sempre per le urgenze. Le urgenze sono tali, quando non costituiscono norma, altrimenti è anarchia. E non mi sento ancora pronto per questo, in fondo è solo questione di metodo.
Ascolto Morcheeba: Rome wasn’t built in a day.
http://www.avanoo.com/pl/post/5950

1 Risposta a “Regole ed eccezioni”


  1. 1 ezio Febbraio 22, 2008 alle 4:12 pm

    Forse può solo essere un problema di codice, di grammatica ( come direbbe qualcuno); se l’urgenza diventa la regola allora occore modificare il codice con il quale chiamiamo le cose. Se non ce la facciamo o se anche chiamando l’URGENZA NORMALITA’il termine ci appare stretto o “instabile”, allora non siamo ancora pronti, il sistema entro il quale ci muoviamo non è ancora pronto.

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